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Nell’Italia degli anni del dopoguerra e della ripresa economica, tutto sembrava girare attorno al posto fisso: il lavoro da portare avanti per tutta la vita, forse esso con lo Stato oppure con le tante aziende private che stavano dato vita al boom economico italiano.

Anche le normative sindacali hanno fatto il loro lavoro, permettendo a tante famiglie di poter acquistare una casa ed accumulare risparmio (siamo tutt’ora i più virtuosi risparmiatori al mondo).

Con il passare degli anni la situazione è però cambiata: che ci piaccia o no, l’economia è diventata globale, così come la concorrenza.
Un sistema come quello italiano basato su posto fisso e casa di proprietà, ha reso l’economia poco concorrenziale rispetto al resto del mondo.
Da qui la situazione economica che ci troviamo davanti da qualche anno a questa parte, sulla quale non mi voglio soffermare.

Cerco di essere chiaro. Non ho nulla contro il posto fisso.
Per tanti può essere assolutamente conforme alla propria scelta di vita.
Ho comunque il dovere di sottolineare che l’idea stessa del posto fisso tradizionale è destinata a diventare a breve un’eccezione.

Non è detto che chi oggi ha un contratto a tempo indeterminato ce l’avrà tra uno, tre o cinque anni.
Le generazioni più giovani avranno molte difficoltà a trovare un inquadramento lavorativo simile a quello dei loro genitori e dei loro nonni. Ed in ogni caso tutto sarà lontano anni luce dal posto in banca con la sedicesima ed il Rolex a Natale.
In ultimo la situazione dei tanti “espulsi” dal mondo del lavoro in età avanzata (leggendo gli annunci di lavoro sembra quasi che già si sia considerati vecchi a trent’anni…).

L’emergenza legata alla disoccupazione giovanile ed al reinserimento nel mercato del lavoro delle persone più mature, è stata sino ad ora affrontata solamente con interventi abbastanza riduttivi e poco idonei.

Quale potrebbe essere allora una soluzione più efficace?

Per come vedo le cose io, fare impresa: non aspettare che siano gli altri ad aiutarmi, ma muovermi in prima persona.

Le opportunità rimangono ancora tante: e non parlo di start up e nuove tecnologie (argomento che affronteremo prossimamente), ma anche dei tanti spazi ancora aperti per progetti semplici, ma fatti bene.

Per questo uno dei miei percorsi BOOST è dedicato all’auto imprenditorialità. E tra i partecipanti sono anche molti coloro che, pur avendo già un impiego hanno il sogno di diventare padroni di se stessi o generare forme di reddito automatico (e anche a questo tema dedicheremo riflessioni successive).

Se siete interessati a partecipare alle prossime date, potete scrivere direttamente a boost@lorenzovolta.com