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California e Silicon Valley sono stati la culla dei primi hacker, quelle figure in grado di violare la sicurezza di qualsiasi computer e delle informazioni in essi contenute.
Questo è noto quasi a tutti.
In molti non sanno però che sempre nella stessa zona degli Stati Uniti occidentali nasce anche il movimento dei biohacker: coloro che vogliono migliorare la propria performance fisica e mentale nel lavoro e nella vita privata, usando strumenti e strategie molto all’avanguardia (a volte in contrasto con principi riconosciuti dalla scienza medica).
Come in tutti i movimenti sperimentali, si può trovare tutto ed il contrario di tutto.
Si tratta di argomenti da trattare con le molle o, quantomeno da affrontare passando prima dal proprio medico curante.
Tra i vari rimedi identificati dai biohacker, uno in particolare è diventato molto conosciuto ed è stato recepito anche da molti medici e preparatori atletici. Stiamo parlando del Bulletproof Coffee, bevanda ideata dal noto bíohacker americano Dave Asprey, ispirato dal tè che i monaci buddisti del Tibet bevono con l’aggiunta di burro di Yak, e che anch’io ho utilizzato durante la mia permanenza in Silicon Valley visto che Namcha (mio compagno di stanza e monaco buddista) .me ne preparava in abbondanza.
Vediamo in dettaglio che cosa è il Bulletproof Coffee:

● caffè americano preparato lungo (con una french press)

● burro grass fed (ottenuto dal latte di mucche allevate ad erba)

● olio MCT (Medium Chain Triglycerides, trigliceridi a catena media), un derivato di olio di palma ed olio di cocco che viene assimilato molto rapidamente

Il tutto viene miscelato insieme e frullato, sino ad ottenere una specie di cappuccino schiumoso.

L’idea base è quella di sostituire la colazione classica con il Bulletproof Coffee per avere una carica di energia e calorie senza appesantirsi con la digestione.

Come è possibile conciliare il Bulletproof Coffee con la abitudini italiane di caffè e cornetto?

Rispetto al primo bisogna inevitabilmente abbandonarlo e passare al caffè estratto lungo: possiamo macinare i chicchi od usare la stessa miscela dell’espresso; va bene anche il cosiddetto caffè tedesco. Se non avete la french press, potete utilizzare i filtri. In casi estremi di pigrizia, anche il caffè liofilizzato fa comunque bene la sua parte.
Si apre però il problema di dove trovare invece il burro grass fed e l’olio MCT.

Il mio socio, che mi ha introdotto al Bulletproof Coffee, andava direttamente a comprare il burro da Bologna in Ungheria. Senza arrivare a questo, esistono alternative meno estreme.
Al momento non si trova sul mercato italiano un burro grass fed. Il burro italiano non rappresenta la scelta migliore: è fatto con un processo che sacrifica molto la panna del latte perché la parte migliore viene utilizzata per i formaggi. Una buona soluzione sono i burri di provenienza tedesca ed irlandese. Se vi trovate vicini al confine, potete recuperate il burro in Svizzera, Austria o Slovenia. Altrimenti un’altra buona opzione è quella offerta da catene come Lidl e Aldi, che hanno questi prodotti nel loro stock. Ultima alternativa, il burro chiarificato che si può trovare in molti negozi etnici.

Infine l’olio MCT si può trovare direttamente in diverse farmacie e negozi sportivi. Va bene anche la versione del Bulletproof Coffee dove si usa olio di cocco (possibilmente vergine o extra vergine)..
Non dimenticate poi che anche Amazon viene sempre in aiuto!
Qui sotto vi linko dove potrete trovare tutti i prodotti per farvi il vostro caffè +.

La ricetta originale prevede due cucchiai da tavola di burro ed un cucchiaio da tavola di olio MCT (od olio di cocco) per ogni tazza di caffe.

Arrivati a questo punto, avete tutte le informazioni su come realizzare una versione nostrana del biohack di Dave Asprey. Sia che vogliate dare un Boost! alla vostra performance o semplicemente emulare i manager ed i vip che ne fanno uso, sarete voi stessi a valutare direttamente l’efficacia e i benefici del Bulletproof Coffee.